V Conto Energia?!? Datemi un pallottoliere!


Eccoci di nuovo a parlare di Conto Energia, del V in particolare ... per i prossimi vent'anni non ne potremo fare a meno!



Il 2015 è stato per molti produttori (piccoli e grandi) un "annus horribilis" perché il calcolo definitivo sugli incentivi spettanti per gli anni passati è stato finalmente portato a termine con bilanci poco positivi (il GSE si è ripreso ora quello che aveva dato in più prima).



A questo si è aggiunto l'utilizzo di nuovi coefficienti (vi è familiare la parola "spalmaincentivi"?) per calcolare le stime di produzione e indovinate un po'!?! questi nuovi coefficienti penalizzano (anche se solo momentaneamente) il produttore che dovrà aspettare il mese di giugno del 2016 per il conguaglio del 2015!

In merito ai pagamenti del 2015, cosa è successo?

è successo che chi ha ricevuto nel 2013 e nel 2014 acconti relativi ad "autoconsumo" e "onnicomprensiva" (le tariffe TPA e TFO che il GSE richiama sul portale) ha constata solo ora (se non si era armato di un bel foglio di calcolo e di tanta pazienza) che a tutto il 2014 aveva ricevuto più di quanto gli spettasse.
Questo è dovuto al fatto che inizialmente il GSE aveva "sovrastimato" l'energia che il cliente avrebbe autoconsumato ed è dovuto ricredersi alla prova dei fatti!

Il tutto sarebbe passato inosservato se il GSE fosse stato rapido nell'aggiornare crediti e debiti e avesse aggiornato simultaneamente sia le quote relative all'autoconsumo, che alla cessione totale (onnicomprensiva).
Invece no, per motivi a noi sconosciuti il GSE ha "aggiornato" nel 2014 tutte le precedenti quote di TFO elargite e solo dopo oltre metà 2015 ha "rettificato" le somme spettanti a titolo di autoconsumo (TPA).

Alcuni produttori si sono, giustamente, visti sottrarre solo ora e di tutta di un colpo l'energia autoconsumata che era stata sovrastimata da quando l'impianto era entrato in funzione e cioè a distanza di quasi due anni!

Ma nell'epoca dell'informatica dove tutto viaggia alla velocità della luce, si può essere così lenti?

La casa delle meraviglie!

Quanti di noi sanno di avere tra le mani un immobile di pregio e non riescono a trarre il giusto profitto dal mercato delle locazioni?

Oggi, per chi ha la fortuna di possedere una bella "casa vacanze" (ideale per le vacanze dei turisti che ogni anno popolano le nostre città) , non è facile riuscire a mettere in risalto il proprio immobile affinché i tanti potenziali clienti possano valutarne la convenienza e la bellezza.

Il nostro studio da anni, si
occupa della promozione su tanti siti specializzati, di immobili di pregio.
È necessario saper valorizzare il proprio immobile mettendo a fuoco i suoi punti di forza e andando a cercare le persone giuste.
Si tratta di ampliare il proprio raggio di azione, raggiungendo il maggior numero di potenziali clienti in giro per il mondo.

Proporre il proprio annuncio in tante lingue, aggiornare automaticamente l'agenda con i periodi disponibili, saper fornire tempestive risposte alle persone interessate, ... diventano condizioni indispensabili per non perdere clienti sempre più esigenti.

Il nostro aiuto spazia dalla regolarizzazione urbanistica, alla certificazione energetica; assistiamo i nostri clienti dalla fase di selezione della clientela fino alla stipula del contratto.
Lasciatevi consigliare sulla eventuale e più adatta assicurazione contro la RC e i danni, piuttosto che sulle infinite vesti grafiche da fornire al vostro annuncio.


Avere una casa da sogno non deve tramutarsi in un incubo ma al contrario garantivi sonni tranquilli!

Aiuto, i fantasmi!

I fantasmi fanno paura in maniera irrazionale, ma a molti italiani fanno più paura le tasse e le relative sanzioni. Per aggirare il problema alcuni furbetti evitano di dichiarare alcuni beni. Oggi siamo circondati da immobili fantasma.

E per coloro che possiedono un impianto che beneficia di contributi, come la prendereste se dopo molti anni il GSE vi richiedesse indietro i soldi degli incentivi perché l'edificio su cui è istallato il vostro impianto non ha tutte le carte in regola?


Il 16 giugno è trascorso da poco e tutti costatiamo quanto le nostre tasche si siano alleggerite.

Ma cosa si può fare per ridurre le tasse sugli immobili?
La cosa più ovvia: pagarle tutti per pagare di meno!
Oggi si calcola che ci sono circa 12 milioni di immobili "fantasma" cioè sconosciuti all'Agenzia delle Entrate.
Non me ne voglia nessuno, ma non sarebbe meglio far pagare a tutti l'imposta sugli immobili per poter pagare tutti un po' di meno? Parliamo di oltre 4 miliardi di euro (pari a circa il 20% del totale).

Chi non vorrebbe pagare il 20% in meno di TASI e IMU?

Oggi la possibilità di "stanare" gli evasori si fa sempre più concreta perché l'Agenzia del Territorio è stata fusa con l'Agenzia delle Entrate.
Quanto pensate che "costi" ad un computer incrociare le informazioni contenute nelle due banche dati (Territorio e Entrate)? Nonostante siano milioni gli immobili in questione, per un processore bello potente, in pratica, nulla!

E poi c'è chi si trova inconsapevolmente "sotto scacco". Quanti di noi (mi ci metto anch'io) hanno apportato modifiche al proprio fabbricato che avrebbero comportato un aggiornamento catastale?
Parliamo di verande, tettoie, piccoli vani aggettanti, pensiline e quant'altro?

Anche gli impianti fotovoltaici, in alcuni casi, sono dei "fantasmi"!
Perché se particolarmente "potenti" (rispetto alla rendita dell'immobile) sono equiparati a degli opifici.

Oggi è una eventualità remota ma tra qualche anno l'Agenzia delle Entrate (così come sta facendo con gli immobili e le loro pertinenze - grazie all'Agenzia del Territorio) potrebbe incrociare i dati in possesso del GSE (tutti rigorosamente in formato elettronico e quindi, maneggiabili da un computer) e scoprire quali impianti fotovoltaici avrebbero dovuto essere accatastati.

Sgradevolissima sorpresa sarebbe scoprire tra qualche anno che il GSE, su segnalazione dell'Agenzia delle Entrate alias Ag. del Territorio, ci chiede indietro le somme percepite per anni grazie alle tariffe incentivanti perché la tettoia sulla quale era montato l'impianto o l'impianto stesso, non era regolarmente accatastato.

Allora si che i fantasmi fanno paura!

APE: Attesto la mia Piena Estraneità (alla materia)


Tutte le volte che viene redatto una Attestazione di Prestazione Energetica c'è una grande responsabilità in gioco che però viene sistematicamente ridimensionata dalla diffusa illegalità che rasserena un po' tutti in merito al rischio che si corre.

Ma riguardo al famoso APE, c'è un irragionevole pressapochismo legislativo che mette a rischio la professionalità dei tecnici e il diritto dei cittadini di avere a che fare con una persona responsabile che esercita la funzione di "pubblico ufficiale".

L'Attestazione di Prestazione Energetica -quando non è un pezzo di carta fotocopiato- richiede, in parole povere, la capacità di progettare impianti termici e di climatizzazione, di conoscere approfonditamente la fisica tecnica, di conoscere le opportunità del mercato in merito all'efficientamento energetico e molto altro.

Ma chi può fare una progettazione di massima di una pompa di calore o di una caldaia? 
Chi può dimensionare un isolamento? 
Chi può valutare l'opportunità di ricorrere ad un pavimento radiante piuttosto che ad un impianto fotovoltaico?
Chi conosce le caratteristiche e le opportunità dei Certificati Bianchi, del Conto Energia, del Conto Termico, dello Scambio sul Posto, delle detrazioni fiscali, eccetera?

L'unica risposta che ci sentiamo (nonostante la parzialità della nostra opinione) è, pensate un po': "un progettista" ovvero un architetto o un ingegnere.

Ebbene, secondo coloro che hanno redatto le norme che regolano i famosi APE, invece, le figure capaci di fare tutto questo sono una infinità!

Anche qualcuno che ha seguito un corso di 40 h (in lettere QUARANTA ORE)!

Ma diventare ingegneri e architetti capaci di redigere un APE con tutti i crismi richiede probabilmente 40 mila ore di studio!

Ma nell'Italia degli irresponsabili che importanza ha?

L'Attestazione della Prestazione Energetica cambia forma. Nuove regole. Chi potrà rilasciarla e come dovrà farlo.

L'Attestazione della Prestazione Energetica diventerà un serio attestato di efficienza e non una semplice formalità burocratica.
Introdotte multe anche per il costruttore/proprietario inadempiente.
Un cambio di passo, necessario anche a causa di professionisti poco seri che vendevano il "bollino blu" su Groupon a 23 euro.

Inoltre si prevede che il certificatore che redige l’APE “deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione”.



Il 18 di giugno, infatti, la Conferenza Unificata delle Regioni, ai sensi dell'articolo 6, comma 12, del D.Lgs. n. 192/2005, ha dato il suo benestare allo schema di decreto del Ministro dello sviluppo economico recante "Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.

E non solo, oltre alle Linee Guida, durante la Conferenza è stato discusso anche il decreto del Ministero (MISe) che fornisce al progettista le indicazioni per compilare la relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici. Si tratta sempre di un adempimento previsto dal Dlgs 19 agosto 2005, (articolo 8 comma 1), cioè sul decreto che recepisce la direttiva 2010/31/Ue (recast 2002/91/CE) sulle prestazioni energetiche degli edifici.

Ma cosa cambia in pratica per chi vuole o ha necessità di ottenere la certificazione?

Dal 1° ottobre 2015 avremo un APE unico per tutto il territorio nazionale, con una metodologia di calcolo omogenea, al quale le Regioni dovranno adeguarsi entro due anni.

Un cambio di rotta importante: in sintesi, il nuovo APE dovrà contenere almeno le seguenti informazioni: 

  • Classe energetica, determinata attraverso l'indice di prestazione energetica globale dell'edificio (espresso in energia primaria non rinnovabile);
  • Prestazione energetica globale dell'edificio sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile 
  • Qualità energetica del fabbricato, ossia la capacità di contenere i consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento
  • Emissioni di anidride carbonica
  • Energia esportata
  • Raccomandazioni per il miglioramento dell'efficienza energetica dell'edificio, con le proposte di interventi più significativi ed economicamente più convenienti (distinguendo gli interventi di ristrutturazione da quelli di riqualificazione energetica);
  • Informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica (come gli incentivi di carattere finanziario e l'opportunità di eseguire diagnosi energetiche).
  • 10 classi invece di 7: le classi A diventano 4

Le nuove linee guida introducono una scala di classificazione della prestazione energetica degli immobili formata da 10 classi: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G (dal più efficiente al meno efficiente) mentre è confermato che l’Ape vale massimo dieci anni, a partire dalla data del suo rilascio. Tale durata è subordinata al rispetto delle prescrizioni sulla manutenzione periodiche degli impianti tecnici. In caso di inadempienza, «l’Ape decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata». I libretti di impianto vanno allegati all’Ape (in formato cartaceo o elettronico).

Indipendentemente dal periodo di vigenza, l’Ape deve essere aggiornato in occasione di «ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che riguardi elementi edilizi o impianti tecnici in maniera tale da modificare la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare».

Molte altre solo le modifiche introdotte, più che altro relative alle modalità di calcolo dei vari fattori, ma più interessanti per i professionisti.

Chi potrà rilasciare l’attestazione ?

L’APE dovrà essere redatto da un certificatore energetico abilitato ai sensi del Regolamento 75/2013: si va dalle Esco ai tecnici qualificati, singoli o associati. Possono redigere gli APE anche enti pubblici e organismi di diritto pubblico che operano nel settore dell'energia e dell'edilizia e gli accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento.
La sottoscrizione con firma digitale dell’Ape «ha valenza di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà». Entro 15 giorni dalla trasmissione dell’Ape, il soggetto certificatore deve consegnare l’Ape al richiedente.

Come dicevamo all'inizio si stabilisce un sistema sanzionatorio con multe da 700 a 4.200 euro per un APE non corretto. Sanzioni anche verso il direttore dei lavori (multa da 1.000 a 6.000 per la mancata presentazione dell’APE al Comune), e il  costruttore/proprietario (multa da 3.000 a 18.000 euro in caso di mancata redazione dell’APE per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto).

Le attività di monitoraggio e controllo prevede l’effettuazione di verifiche almeno sul 2% degli Ape
Contro le truffe ci saranno controlli a campione, a cura delle regioni e i certificati falsi saranno invalidati, e per il progettista scatteranno le sanzioni fissate dall’articolo 15 del Dlgs 192/2005 suddette.

Le nuove linee guida definiscono le procedure da svolgere per l'attestazione energetica dell'immobile:
l'esecuzione di un rilievo in sito (sopralluogo obbligatorio) e, se del caso, di una verifica di progetto, finalizzati alla determinazione dell'indice di prestazione energetica dell'immobile e all'eventuale redazione di una diagnosi energetica, per l'individuazione degli interventi di riqualificazione energetica che risultano economicamente convenienti.

Nuovo annunzio di vendita e di locazione

Il decreto definisce anche un nuovo schema di annuncio di vendita e locazione che uniforma le informazioni sulla qualità energetica degli edifici; per fornire ai cittadini un quadro completo dell’immobile, in tale schema saranno riportati anche gli indici di prestazione energetica parziali, come quello riferito all’involucro, quello globale e la relativa classe energetica corrispondente, e verranno usati degliemoticon per facilitare la comprensione ai non tecnici.

Fonte: Ingenio

Ma quanto mi RENDI?


Ricordate l'azzeccatissima pubblicità della Telecom degli anni 90?
L'adolescente sempre al telefono tormentava il suo moroso chiedendogli ripetutamente quanto la amasse e quanto la pensasse; sbottava il genitore chiedendo polemicamente: "Ma quanto mi costi!?!"
affinché la figlia la smetterla con quelle telefonate lunghissime.


Beh ... con le fonti rinnovabili e in particolare con gli impianti fotovoltaici succede la stessa cosa: amiamo l'energia pulita e i benefici per l'ambiente ma ...

"QUANTO MI RENDI?!?!"

e cioè quanto rende il vostro impianto a conti fatti?
Molti di noi (mi ci metto pure io visto che "il calzolaio ha sempre le scarpe rotte") abbiamo investito molti dei nostri risparmi in impianti fotovoltaici che promettevano guadagni generosi con un tempo di ritorno rapido!


Alzi la mano chi non si è domandato in questi mesi e in questi anni (per i più fortunati che hanno attivato il loro impianto fotovoltaico con i primi "Conto Energia") a quanto ammonta il reale guadagno e come stia andando l'ammortamento dell'investimento.

Sono tanti i controlli e le operazioni che vanno eseguiti con una certa cadenza e spesse volte non ci siamo mai posti il problema credendo che tutto andasse bene così.

Ma ne siete davvero sicuri?

In molti casi, dopo il "boom" degli anni passati, le aziende che hanno installato i nostri impianti sono ... "passate a miglior vita" e non sappiamo più a chi rivolgerci per sapere come comportarci con il nostro impianto.

Al problema della resa si aggiunge poi il problema della conformità che se non presente può comportare bruttissime sorprese (con in casi estremi l'obbligo di restituire tutto quello che fino ad ora abbiamo ricevuto).

Le cose da verificare non sono poi così tante; cerchiamo di vedere rapidamente quali possano essere:

1) disponiamo del progetto originale? quello presentato al Comune, all'ENEL e al GSE per intenderci. Siamo sicuri che coincida con le componenti che sono state davvero montate sul nostro impianto (sezionatori, scaricatori, ... ) e la messa a terra è stata fatta "a regola d'arte"?

2) disponiamo di un fascicolo con tutta la documentazione che ci potrebbe essere richiesta in caso di un controllo da parte del GSE? Ricordate che il GSE può eseguire un controllo in qualsiasi momento, in linea di principio anche allo scadere dei 20 anni!



3) sappiamo se l'impianto è stato messo nelle condizioni di dare il massimo? di recente ho scoperto come molti clienti - avendo avuto a che fare con imprese "fungo" - hanno l'impianto mono-stringa ma che il loro inverter è settato come se le stringhe fossero 2 o 3! (questo di fatto limita la potenza che l'inverter è in grado di produrre). I pannelli e le stringhe sono stati collegati in maniera ottimale? Il nostro impianto di casa e il contratto di fornitura sono stati stati ripensati per ottimizzare il nostro risparmio? È ora di dare una pulita ai pannelli?



4) i pagamenti che abbiamo ricevuto coincidono con quanto dobbiamo realmente avere? l'energia in esubero ci è stata contabilizzata e a quanto ammonta? e soprattutto ...

QUANTO CI HA RESO IL NOSTRO BELL'IMPIANTO FOTOVOLTAICO?



Ristrutturazione 2015

Per intervenire e modificare gli edifici e gli appartamenti, oggi con le novità introdotte dallo "Sbocca Italia" sono state semplificate alcune procedure e abbattuti alcuni costi, previsti dall’attuale norma: il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380)



Cosa oggi puoi fare in modo più semplice?

Puoi ristrutturate il tuo appartamento: rinnovare e sostituire alcune parti, come l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti, realizzare e migliorare i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Puoi dividere un alloggio grande in due più piccoli, o puoi unire alloggio contigui (sia sullo stesso piano che su piani differenti) per realizzarne uno più grande, potrai modificare così la superficie della tua abitazione secondo le nuove esigenze familiari.

Tra le opere consentite è anche possibile rinnovare e sostituire parti strutturali degli edifici, come scale pilastri travi muri portanti e altro, ma se sono previste questi tipi di interventi le procedure saranno differenti.

SDIC ti semplifica. Chiama allo 0963 1976132 per richiedere un appuntamento.